lunedì 13 maggio 2013

Gli uomini lasciano e poi ritornano

Sto cercando informazioni per il divorzio.
A Maggio scadranno finalmente i tre anni fatidici ed ora che mi sto riappropriando del mio cognome di origine, della mia mano prevalente, del potere di me stessa, voglio anche liberarmi energeticamente di quel secondo cognome acquisito e chiudere un capitolo che è giunto al suo termine.

Vagando tra le vie del web mi imbatto in un articolo:


"Gli uomini lasciano e poi ritornano"

Leggo interessata....fa proprio al caso mio!


"
 - Diario di Jacques. Gli uomini lasciano e poi tornano. Quando perdonare
I rapporti di coppia non sono facili, e quando ci sono degli screzi non è sempre scontato saperli gestire. Lasciarsi quando le difficoltà appaiono insormontabili sembra ad un certo punto l'unica valida ipotesi, ma molto spesso si torna indietro e si cerca il perdono da parte del proprio o della propria compagna.

Mi sento chiedere a volte dalle mie amiche: è giusto perdonare l'uomo che ci ha lasciato?
Sicuramente la prima cosa che consiglio di fare è quella di capire quali sono i propri sentimenti. La lontananza ha attenuato l'amore e l'affetto? Se la risposta è no, allora è importante valutare attentamente se i problemi che hanno condotto alla rottura sono forti o meno.
Quindi veniamo alla questione cruciale: quali sono i motivi legati all'allontanamento?
Crisi personale o lavorativa? Un uomo spesso casca nel trabocchetto dell'insoddisfazione personale, e riversa le sue frustrazioni all'interno del rapporto. È giusto perdonare? Si, se l'uomo che torna sembra essere davvero convinto e certo che la crisi sia passata, o se comunque riconosce che il problema non era legato alla sua compagna.

Incompatibilità?
Se questo ha spinto il vostro lui a lasciarvi, riflettete attentamente, perché ad ogni difficoltà potrebbe scattare automaticamente una nuova crisi di coppia. Ad ogni modo la lontananza potrebbe essere stata un valido aiuto per il vostro compagno, facendogli comprendere che nessuna litigata al mondo vale la sofferenza legata alla separazione da voi.

E alla fine il motivo forse più grave: essere lasciate per un'altra donna. Se l'uomo in questione ritorna dopo essere andato via per un'altra ha senso perdonarlo? Al 99% direi di no, e per diversi motivi: il primo sicuramente è la possibilità che questo possa accadere di nuovo. Il secondo motivo è legato alla fiducia. Immaginate di accettare di riprovare ad avere lo stesso rapporto di prima; il rischio di diventare paranoiche, vedendo pericolo in ogni altra donna che lui incontra, è dietro l'angolo.
Certo l'amore e le coppie non sono perfette, men che meno noi uomini, e c'è sempre quella piccola percentuale di persone che se torna, dopo un tradimento, lo fa perché si è accorto di aver commesso un grosso errore, e di aver semplicemente preferito il nuovo al vecchio. In questo caso, signore, il mio consiglio è di seguire il vostro istinto, quello di voi donne è il migliore che possa esistere."


Ho già preso la mia decisione due sere fa.
Non è una questione di perdono.
Non c'è uno di noi che da una posizione suprema deve concedere l'amnistia all'altro.
Semplicemente le nostre strade si sono separate e se non fosse stato per la presenza delle bambine non si sarebbero mai più incrociate.

Oggi viviamo qui, a 200 metri l'uno dall'altro.
I nostri cammini si sono avvicinati, le bambine ci scorrazzano intorno e io posso vivere la mia vita con più semplicità, affrontando nuove sfide, nuove esperienze, nuovi viaggi e nuove avventure.
Seguendo un sentiero che finalmente mi sta guidando all'essenza del mio "sè".

No, non penso sia una questione di perdono o di fiducia.
Io ci sarò per lui.
Lui ci sarà per me.
Insieme ci saremo per le bimbe.
Ognuno avrà la sua strada.

Per sempre uniti eternamente divisi.

martedì 7 maggio 2013

Mamani

Ho saputo fin dal ritorno dal primo seminario di Mamani, autore del libro "La profezia della curandera", che questo secondo ciclo di massaggi avrebbe lavorato sui disturbi alimentari.

Ingenuamente speravo che da lì ne sarei uscita "sana", esattamente com'era successo per le sigarette.

Sono invece tornata in questa Valle con una sensazione di vuoto crescente man mano che mi allontanavo dal centro d'Ompio e che mi avvicinavo a casa.
Dopo giorni di calore, di abbracci, di coccole, di massaggi, di bagni di luna, di condivisioni e di risate stavo per ritrovarmi nuovamente sola.

Ho iniziato a mangiare appena arrivata a casa ed ho continuato a farlo fino alla sera seguente, ininterrottamente, fatta eccezione per le poche ore di sonno, per i tempi necessari alla compensazione e agli spostamenti logistici legati alle bambine.

"Certo che hai una bella fame!"- mi ha detto Quo mentre finivo tutti i loro avanzi di cena.

Mi sono guardata divorare di tutto e di più mentre la rabbia per il non sapermi controllare e la paura nel non vedere una fine in tutto ciò, piano piano salivano dentro.

Ho pensato ingenuamente in questi anni che uscire dalla bulimia sarebbe stato facile...bastava dirlo e tempo qualche giorno di costanza tutto sarebbe passato e ritornato alla normalità.

Non è così.
Persino ora che tutto è molto chiaro e che la mia consapevolezza ha raggiunto il suo vertice il cervello emozionale sta inviando quel messaggio "Non senti? Hai fame, mangia qualcosa..."

Non è mai un ordine.
Appare sempre  come un invito cortese, gentile, cordiale...
Quel "qualcosa" però, ad un certo punto, apre una voragine che pare non finire più.

E' venerdì sera.
Torniamo a casa alle 20 passate e io sono stanca e incattivita.
Quando finalmente metto a dormire le bambine ormai ho già "vomitato" su di loro parte di quella rabbia che ho riversato su di me nel corso della giornata.
Uscendo dalla loro stanza incrocio lo sguardo di Quo.

Arrivata in camera mia accendo il cellulare e collegatami con "Zold" dico solo:
"Ne voglio uscire. Dimmi come si fa"

Mi sono osservata ad un certo punto.
E ascoltandomi ho rivisto mio papà che tornava a casa ubriaco e che, andando su tutte le furie, usava la cinghia per scaricare il suo disagio.
Ho risentito le parole di Zold, ex bulimica con un figlio uscito da solo dalla tossicodipendenza. 
"Ciles mi diceva delle cose tremende, allora pensavo che a parlare non era lui, ma quella roba che aveva in corpo."
Mi viene in mente Mamani che costantemente, giorno dopo giorno, seminario dopo seminario, ripete:
 
 "Abbiamo il potere enorme di riuscire ad ottenere esattamente ciò che vogliamo, ma perchè ciò avvenga bisogna impegnarsi, lavorare...
Ci vuole disciplina."


Improvvisamente mi rendo conto che sono proprio come loro: l'unica differenza è che io al posto della cinghia uso la lingua e che per "farmi" non ho bisogno nè di siringhe nè di spacciatori.

Ad un certo punto lo so: alcolizzati, tossicodipendenti, bulimici...siamo tutti drogati, semplicemente ognuno a modo suo.

"Ne voglio uscire, dimmi come si fa"- Le chiedo tra le lacrime mentre dentro di me tutto ciò che fino ad un secondo prima anelava alla morte ritorna sulla superficie e annaspando urla con tutte le sue forze:

"Voglio vivere!!"

Sabato pomeriggio siamo andate in cascina da un'amica a festeggiare la festa di Beltane, una festa Celtica posta a metà tra il solstizio di primavera e quello estivo. Il suo giorno esatto è il 5 maggio.
 
Lì, accanto al fuoco del falò, aiutata dalle bimbe e da tutti i partecipanti,abbiamo gettato i biglietti da visita di paneburroezucchero, la mia attività.
Nel guardarli bruciare ho rivissuto tutta la fatica di questi anni, la costrizione nello stare a casa nelle giornate di sole, l'isolamento perpetuato, le levatacce all'alba per preparare cattering e banchetti.
Piangendo ho scaricato quei pesi, rivedendo come in un film il crescendo di questo disagio emotivo dal quale sto finalmente uscendo.

La mia bulimia è iniziata da lì?
Non credo, ma ad essa è fortemente legata.

Il mattino dopo scrivendo a "Qua e là" gli ho detto che mi prendo una pausa di riflessione.

Maggio sarà un mese di lavoro profondo, di pulizia interiore.
Tutto ciò che non è utile, leggero o divertente verrà eliminato.
Tutto ciò che mi allontana da quella che sento essere la mia strada verrà accantonato.



 "Se hai il naso attaccato ad un albero e ti chiedono di descriverlo devi per forza fare due passi indietro per vederlo" 
 
dice Claudia Rainville fondatrice della metamedicina.

Mi sono resa conto solo ieri che anche lui non volendolo, ha contribuito alla mia "discesa negli inferi."
Ho sentito la rabbia che saliva mentre lo giudicavo.
Poi mi sono chiesta:

"Chi gli ha dato il permesso?" 

Stufa di sentirmi criticare per la mia magrezza ho accettato di indossare un vestito che non era mio sforzarmi di mangiare di più anche quando non avevo fame o voglia.
Sentendomi appesantita ho perpetuato digiuni e abbuffate nel tentativo di ritrovare quel corpo agile e snello che mi faceva stare bene e che sentivo non appartenermi più.

Non so che cosa ne sarà di noi, ma so che adesso frequentarlo sarebbe deleterio.
In fondo nessuno va a cena da uno spacciatore se sta smettendo di drogarsi...  

Denim mi ha detto: "Io ci sono" sciogliendo le mie lacrime di fronte ad un calore che fino a poco tempo fa mai più mi sarei aspettata.

Alle bimbe ho chiesto scusa spiegando loro:

"Quando una persona beve tanto e si ubriaca dice e fa delle cose che non vorrebbe e che non pensa.
Quando mamma mangia tanto è come se diventasse ubriaca di cibo e si comporta allo stesso modo.
Non lo farò più, da oggi voglio solo stare bene"

Non so esattamente cos'hanno capito, ma non importa il loro abbraccio è stato un balsamo, la mia ammissione la migliore cura.

"Ha una bella consapevolezza- mi ha detto la naturopata ieri- non ce ne sono tante di persone come lei".
Mi ha dato degli antidepressivi omeopatici, qualcosa da prendere all'occorrenza.
Li comprerò, una sorta di effetto placebo che sicuramente non guasta ma che di per sè, ora lo so, non è LA cura.

Le lacrime fluiscono liberamente, la mia diga sta finalmente andando giù.
Da domenica le spalle sono improvvisamente tornate su, mentre le gambe stanno pian piano ritrovando la loro antica leggerezza.

Questo è l'inizio del cammino.
Ci saranno, come sempre, salite, discese, pianure e anche falsi piani, ma io sono qui .... e non sono sola!


 Tengo una estrella en el cielo
que me esta mirando
si mi destino es oscuro ella me alumbrará




venerdì 3 maggio 2013

Premio



Ricevo questo premio dalla mia amica Loredana "Del furore di aver libri" che ovviamente ringrazio.
Mi chiede di raccontare 11 cose di me,
Di rispondere alle sue 11 domande,
Di formularne altre 11
E di cercare altri 11 blogger meritevoli di ricevere il premio....

Siccome per me è una parte molto difficile visto che da un secolo non navigo più sul web in cerca di personaggi interessanti ho pensato di fare così (e spero che Lory non se ne abbia a male):
Porrò comunque 11 domande. Se qualcuno passa e leggendomi ha voglia di ritirare il premio e proseguire il percorso raccontando 11 cose di sè, rispondendo alle mie 11 domande, formulando 11 domande a sua volta e distribuendo il premio ad altri 11 blogger di suo gradimento, ne sarò contenta altrimenti va bene cosi.
Col cuore lo dedico a tutte le persone che, pur non avendo un blog amo e mi sono vicino <3>

Bene...
Cominciamo...
11 cose di me...

Vediamo...


1. Sono contenta. Ho scoperto di aver imparato a camminare con le mie gambe e che non ho bisogno degli altri per prendere decisioni che riguardano la mia vita.

2.Sto imparando a guardare in faccia le mie paure e a superarle. Parlare con gli altri mi crea meno difficoltà e il ruolo "genitore-adulto" sta smettendo di intimidirmi.

3. Credo di avere finalmente individuato il mio percorso. Dopo aver a lungo brancolato nel buio e gettato macchie di colore sul muro pare che 'sto disegno stia finalmente prendendo una forma...che fosse la volta buona????

4. Ho scoperto di aver assegnato alle mie figlie il ruolo delle salvatrici fino a poco tempo fa. Da quando mi sono resa conto che IO sono viva NONOSTANTE LORO e non GRAZIE a loro i ruoli tra di noi si sono definiti, sono stati riportati al loro giusto ordine e siamo tutti più sereni. Sono io l'adulto che si prende cura di loro e non loro che devono aiutare me a sopravvivere...

5. Ho letto la scorsa settimana che mi sono trasferita a 2 ore di cammino da uno dei punti energetici più importanti in Europa, la Sacra di San Michele. Sarà per questo motivo che qui mi sento finalmente a casa e che la vedo dominare dalla finestra della mia camera.

6. Non sono certa che uscirò mai dalla dinamica dei disturbi alimentari, ma penso che con una buona disciplina imparerò a tenerli a gestirli tenendoli a bada. Come tante altre  cose devo semplicemente smettere di lottarci contro...prima o poi ce la farò.

7. Mi sono accorta di aver imparato in questi ultimi anni a "chiedere". All'inizio è stato faticoso e mi sentivo perennemente in debito o in colpa, ma proprio in questi giorni ho visto che se ho bisogno lo faccio e che finalmente mi sento meritevole di ricevere.

8. Mi piace pensare che anche l'amore, così come l'amicizia, possa essere considerato come un viaggio in treno. Penso che  incasellarlo in ruoli "Il mio fidanzato", "mio marito" lo privi di qualcosa di essenziale: la possibilità di essere vissuto libero da condizionamenti.

9. Ho scoperto che attraverso un applauso si può determinare qual è la propria mano prevalente e che pur avendo usato sempre la destra in realtà sono mancina...lo sospettavo da molto tempo, ormai.

10. Mi sono ritrovata a disegnare un albero ieri e con mia grande scoperta era ricco di rami, foglie e radici, segno questo che sto finalmente trovando il mio posto nel mondo??...Speruma....

11.Quando sono in crisi e il mio meccanismo di compensazione più estremo in attuazione l'unica cosa che desidero è stare da sola salvo poi potermi addormentare stremata accanto alle bimbe, percependo il calore del loro amore, quella sensazione di famiglia che la bimba che è in me non ha mai vissuto.

Mi son chiesta spesso negli ultimi tempi se accanto a me non avessi Qua e là, ma una persona amorevole, che invece di scostarsi spaventata, vicina o lontana che sia ogni volta che sto male, semplicemente allargando le sue braccia mi accogliesse con amore, senza incalzarmi per farmi rialzare o proferir parola per consolare. Chissà, allora, se tutte queste dinamiche potrebbero magicamente finire così come sono arrivate...Me lo chiedo spesso, ma non ho la risposta e forse  perchè di fatto risposta non c'è; questo è il mio cammino e lo devo fare da me...

Rispondo alle domande di Lory.


1.       Cosa ti piace, oltre a leggere?
      Mi piace camminare, leggere, tagliare segare ed incollare.
Trascorrere il tempo con Qui Quo e Qua, guidare in autostrada, sfidando un pò il timore che arriva ogni volta che sulle due corsie mi tocca superare una fila interminabile di tir, ma percependo al contempo un moto di soddisfazione nel ripensare che quello della macchina era uno dei pensieri che mi turbava di più all'atto della mia separazione da Denim...un secolo fa?
2.       Cosa provi, con un libro in mano?
      La meravigliosa sensazione di partire per un nuovo viaggio. 1,2, a volte anche 3 libri vengono sparpagliati per varie zone di casa tra il bagno, la camera e la cucina....un'occhiata, due righe, intere pagine...c'è sempre un attimo per caricarsi lo zaino in spalla e partire per poi rientrare arricchiti da qualcosa che sicuramente è arrivato, un messaggio, un pensiero, un'idea...anche "solo" un sorriso.
3.       Preferisci acquistare libri o prenderli in biblioteca?
      Mi piace comprarli, entrare in libreria, guardare, toccare, sfogliare. Spesso entro con un'idea ed esco con tutt'altro. Sono ancora in una fase Egoica in cui ho bisogno di possedere per sentirmi felice :D
4.       Se fossi titolare di libreria, quali libri non proporresti mai?
       HARMONY 
5.       Che genere ti piace?
      Tutto, escluso Harmony. In questo momento sono più dedita a letture semi serie o simboliche, ma la libreria comprende anche "Tre metri sopra il cielo" di Moccia e non è detto che prima o poi non decida di rileggerlo :O
6.       Ti è mai capitato di voler riscrivere il finale di un libro?
      Si, ma in tempi remoti. Ora come ora non lo penserei più. Se non mi è piaciuto è un segnale che c'è qualcosa su cui devo lavorare. 
7.       Ti è mai capitato di voler riscrivere un libro che hai letto?
      No, Ma ci sono stati diversi casi in cui libri iniziati non sono stati terminati o addirittura sono stati regalati, praticamente nuovi.
8.       Immagina di scrivere al tuo autore preferito, anche del passato. Cosa gli scriveresti?
       Grazie Grazie Grazie
9.       Quale personaggio letterario ti è piaciuto di più?
       Frodo, molto umano.
10.   Quale personaggio letterario hai detestato di più?
       Boch....L'ho rimosso... 
11.   Se facessi un trasloco, quale/i libro/i porteresti via per primo/i?
     "Dimmi dove hai male e ti dirò perchè" di Michel Odoul ...
      Durante questo trasloco mi sono venuti fuori tutti i dolori del mondo e l'avrei tanto voluto tra le mie mani invece che in fondo all'ultimo scatolone in basso alla pila.... :(

E adesso l'ultimo passo.
Le mie 11 domande.

1.Se potessi con la macchina del tempo proiettarti in un'epoca passata dove ti piacerebbe andare.
2. Perchè?
3. Qual è la tua tipologia di vacanza preferita? (Mare montagna, casa, albergo, campeggio roulotte o tenda...)
4. Se dovessi partecipare ad una rappresentazione teatrale quale ruolo preferiresti?
5. La tua canzone preferita.
6. Preferisci telefonare o messaggiare?
7. Quando vai in vacanza spedisci cartoline?
8. Quale dei libri che hai già letto riprenderesti volentieri?
9. Quando vai in piscina solitamente preferisci tuffarti di testa di piedi o fai bombe e avvitamenti?
10.Se dovessi rappresentare te stesso con un'animale quale ti impersonificherebbe meglio?
11.Estate inverno, primavera o autunno in quale stagione ti senti più in armonia con te stesso?

Bene, con questo credo di aver concluso.
Buona lettura, grazie per essere passati e buon proseguimento di gioco se decidete di farlo.
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