sabato 5 giugno 2010

momcamp e discesa

"Meno male che hai una settimana piena così non hai tempo per pensare"- Mi hanno detto in molti il martedì dopo il "The Day".
A quelle frasi ho sempre risposto annuendo e mai commentando.
So che riempire la testa di palliativi per non pensare a ciò che mi fa star male non è per me IL rimedio.
Io sono un capricorno, un animale con le corna.
Una persona che affronta i suoi problemi a testa bassa e non scappando.

Ho vissuto questa settimana stando peggio che se fossi stata male.
In una sorta di apatia emotiva.
Nell'attesa di capire se dovevo andare in su o in giù
Ben consapevole che il "giù" sarebbe stata la possibilità più plausibile.

Sono andata a saggi di ginnastica, cene di classe, lezioni aperte di musica, feste di fine anno.
Ho preparato merende.
Sono andata a correre.
Ho elargito sorrisi.

"Ho visto che ieri non stavi bene"- mi ha detto oggi la mia amica S. mentre piangevo al telefono durante l'intervento di Federico di Professione papà.

Quante belle parole.
Sull'equilibrio all'interno della famiglia.
Sui compiti da suddividersi.
Su questi nuovi papà che cambiano.
Su queste mamme che educano diversamente i loro figli maschi per renderli uomini diversi.

...mah...

Più sentivo parlare e più diventavo cinica.
Più vedevo quelle belle famiglie riunite, la mamma che seguiva le sue cose relative al suo blog ed il papà con i bambini, e più in me aumentava la rabbia.
Ed insieme alla rabbia anche la tristezza.

La tristezza perchè io quella famiglia non ce l'ho più.
Perchè tornando a casa non ho nessuno a cui raccontare di questa giornata.
Perchè mi aspettavo una cosa più ... professionale e a tutto ciò non ero proprio pronta.

Ho retto bene la mattina, fino al pranzo.
Poi sono crollata.
Ho mangiato.
Sono uscita.
Da sola.
Ho telefonato alla mia shatzuka e tra le lacrime le ho spiegato di questa settimana e le ho chiesto aiuto.
"Lascia fluire. Devi fare uscire questo dolore che stai tenendo dentro".

Me la sono presa per telefono questa coccola che io non ho.
Perchè io non ho la fortuna di avere una mamma che mi sta vicino.
Che mette me in primo piano.
In primo piano c'è sempre e solo lei, i suoi problemi, i suoi dolori.
Mia madre è sempre pronta a chiedere e a criticare.
Per una volta vorrei sentirmi piccola.
Avvolta in un abbraccio vero e silenzioso.
In grado di accogliere il mio dolore.
Senza parole.
Senza cattiverie dette su di "lui" che mi danno anche fastidio.
Senza commiserazioni fatte alla sottoscritta perchè la commiserazione altrui è l'ultima cosa che voglio.
Solo un atto d'amore rivolto alla bimba che c'è in me.
... E' chiedere troppo, lo so!

"Sarebbe stato diverso lo scorso anno?"- mi ha chiesto A. in un sms mentre sul treno stavo tornando a Torino prima del tempo. Prima della fine del momcamp. Prima di sentire mammachefatica parlare delle sue cose.

Sarebbe stato diverso, sì.
L'anno scorso leggevo e commentavo.
Quest'anno no.
Non ne ho il tempo e forse nemmeno tanto la voglia.
L'anno scorso ero interessata a conoscere nuovi blog.
Ero aggiornata circa gli avvenimenti.
Le proposte.
Le iniziative.
I blog candy.
...
...
Quest'anno no.
Forse avrei comunque fatto fatica ad integrarmi.
Magari mi sarei sentita inadeguata nella mia insicurezza di allora.
Ma l'avrei vissuta diversamente.
Sicuramente.
Contenta di essere da sola a seguire una cosa tutta mia.
Pronta a raccontare la giornata a chi era già diversamente e mentalmente occupato in altri pensieri.
Certa della solidità della mia famiglia.
Certa della sua esistenza.
Quest'anno tra le mie tante incertezze una delle poche certezze è che quella famiglia non esiste più.
Ho patito la presenza dei bambini altrui perchè mi ricordavano le "mie" che erano con "lui".
Ho patito quei mariti e papà presenti accanto alle loro mogli.
Ho patito il viaggio di ritorno che mi è sembrato eterno.

Sono comunque contenta di essere andata.
Ho dato un volto a mammafelice, mammachefatica, a Claudia de la casa nella prateria, a mamma cattiva, a Jolanda, a wonderland.
Ho ricevuto qualche scatoletta di tonno in omaggio.
Ho iniziato a tirare fuori un pò del mio dolore.

Ma soprattutto ho finalmente provato il navigatore presente sul mio nuovo cellulare che mi ha guidato a piedi dalla fermata della metro fino al luogo dell'appuntamento...

'na vera figata!!! :-D

10 commenti:

emily ha detto...

povera cucciola come mi dispiace. ma però ti capisco, sai, io sono ancora insieme a mio marito ma x moltissimi anni mi sono sentita come se fossi da sola, anzi peggio, xkè almeno quando sei da sola nn hai i lati positivi ma nn ti cucchi quelli negativi di avere un compagno, nel mio caso invece io avevo solo quelli negativi e ti assicuro è peggio.
poi le cose sono cambiate, forse xkè sno cambiata anche io, a questo nn saprò mai dare una risposta, ma il senso di invidia e di estraniamento di fronte alle coppie consolidate, di fronte a quei sistemi organizzati dove c'è collaborazione, sostegno e affetto.
però hai fatto bene ad andare, io ti invidio x questo....

Luana ha detto...

Cara Marta non siamo ancora riuscite a vederci "dal vivo" ma ti sento così vicina, così vera e spontanea nel raccontare quello che provi che a volte ho l'idea di conoscerti da una vita, di esserti amica da sempre, di quelle che basta uno sguardo per capire il malessere che ti stringe il cuore. Avrei voluto essere con te ieri al momcamp per dimezzare il dolore e l'amarezza, o solo per offirti la mia spalla. So quello provi, ti capisco, so che non è facile e anche se so che è una frase banale bisogna andare avanti.
Tu abbraccio forte forte

Mamma che fatica! ha detto...

Marta, mi ha fatto davvero piacere conoscerti! Peccato che sei andata via, ti saresti persa la parte più accesa dell'intera giornata, ossia l'ultimo intervento di Mamma al lavoro dove si è parlato solo di donne e di lavoro da dipendente.
Comunque, giusto per farti sorridere, durante il mio improvvisato intervento ho chiesto alla moglie di Federico se a casa lui è così come si è presentato (ossia predica bene e razzola benissimo) o se era tutta scena :-)... è chiaro che ha fatto un po' invidia (benevola) a tutte le mamme sposate, separate, risposate o single.... vedere il quadretto del Mulino Bianco!

Tea ha detto...

Ciao carissima,
che dire? Io ho come esperienza un po' quella di Emily, quindi, per un lungo periodo ho provato l'invidia e la rabbia di cui parli per le famiglie "funzionanti" e la difficoltà di dover "recitare" la parte di chi una famiglia ce l'ha e, quindi:"Di che cosa ti lamenti?". Da lamentarmi ce ne avevo eccome....poi sono stata molto male, c'è stato un percorso di un certo tipo e ora eccomi qui. Siamo stati fortunati? Avevamo toccato il fondo e potevamo solo risalire? Non lo so. So solo che in quei lunghi anni di sofferenza ho capito che garanzia di felicità non è la famiglia "canonica", che sicuramente è meglio sole che male accompagnate, perchè la vita a due, quando le cose non vanno, diventa veramente un inferno, non per modo di dire. Questa è la mia esperienza. Molto probabilmente non ti sono d'aiuto nel dirti questo, è solo per dirti che non sei sola. Che è dura, ma persone che possono capirti ce ne sono. Sfogati, piangi, è importante che il dolore se ne esca e si sfoghi, ma sappi che in me non hai mai suscitao, neanche per un attimo, un sentimento di commiserazione, ma solo di grande ammirazione. Per me tu e le tue bambine "siete" famiglia e poi....alle famiglie alla Mulino Bianco, non credo più, ci vuole "sangue e sudore" in ogni situazione. Dai coraggio, passeranno anche questi giorni, e mi scuso già se con questo post posso averti irritato o infastidito (non è mia intenzione)
ti sono vicina e ti abbraccio
Tea

3bin3a ha detto...

@Emily: so che cosa significhi vivere accanto ad un uomo che vivi come un nemico. So che è peggio che stare soli. Se ti ricordi nelle nostre conversazioni pre-separazione il ritornello era sempre quello che non vedevo l'ora che lui uscisse definitivamente da casa nostra. Che solo allora avrei trovato un pò di pace!E' stato così in effetti. Solo allora sono riuscita a demolire la vecchia me per iniziare a ricostruirmi. Non provo invidia per quelle donne. So che loro hanno una famiglia che io non ho e che, da sempre, mi manca; ma per contro so di avere molte cose che mi fanno stare bene pur essendo "sola".E' solo che nella settimana della "formalizzazione" dello sfascio vedere l'unione serena di molti mi ha fatto male.
@Luana: anche a me dispiace non riuscire mai a trovarci aldilà del momcamp...Ti ho pensato, sai mentre ero là. Ho pensato che è stato un bene che tu non sia venuta. Sono certa che avresti patito anche tu e mi sarebbe dispiaciuto molto. Forse è stato destino tu non sia riuscita a farcela ....lo sai vero che sono fatalista? :-) Ma prima o poi ce la faremo!!!
@mammachefatica: non hai scritto che cosa ha risposto la moglie di Federico!! Ora mi lasci in quest curiosità tremenda!!! :-O
@Tea: Non mi hai nè irritato nè infastidito.Come ho scritto per Emily capisco quanto sia dolorosa e faticosa la situazione che avete vissuto voi e mi complimento per essere riuscite ad uscirne in modo "diverso"...non deve essere stato facile!

Comunque ora sto meglio. Mi sono presa ieri i miei spazi, ho fatto dei lavori in casa, non sono uscita, non mi sono stordita, ma mi sono vissuta e mi sono ritrovata. Oggi sono tranquilla e decisamente più serena...

Lanterna ha detto...

Non avevo mai letto il tuo blog (ti ho incrociata qualche volta nei commenti), ma proprio per questo mi ha fatto molto piacere conoscerti.
Non so come dirti quanto mi spiace per quello che stai vivendo. Spesso mi sento in imbarazzo a commentare i blog di persone che stanno soffrendo o hanno sofferto per separazioni, perché ho uno di quei bravi mariti che non trovano strano occuparsi dei figli né tantomeno me lo fa pesare come un favore.
Ma non mi sento più brava per aver trovato un equilibrio che al momento funziona: mi sento solo tanto fortunata.

pollywantsacracker ha detto...

ti sento vicinissima, so cosa vuol dire quando tua madre sa solo parlare male di "lui"...e so che cosa vuol dire sentirsi sbagliata e non avere uno straccio di rapporto affettivo con un adulto. sai, io qua ci rido su, ma l'altro giorno, dopo il trattamento dei pidocchi, sono dovuta andare all'asl con le mie figlie, chiedendo se potevano guardare anche me. ecco, sembra una cazzata, ma non ho neanche nessuno che mi spulci la testa. mi sono vergognata e avevo gli occhi lucidi.
ora stai meglio?
stringi i denti dai, che possono essere felici anche le famiglie del mulino diroccato :)

Mamma Cattiva ha detto...

Ho guardato molto dentro i tuoi occhi ma era la prima volta che ci incontravamo e se te l'avessi detto mi avresti presa per matta e invece, forse, te l'avrei dovuto dire. Tutto noi abbiamo delle grandi lacerazioni interne. La differenza sta in chi tiene alto il volto e ti guarda negli occhi. Chiedi aiuto quando vuoi, anche solo una parola o un sorriso. Poi si sa che tutto il resto dipende maledettamente da noi. Un abbraccio.

Mammachefatica ha detto...

Beh, la moglie ha sorriso, ma non ha risposto... e pertanto, lasciatemi essere un po' maliziosa (non me ne vogliano i protagonisti), possiamo immaginare che tacere sia stata una elegante "furbata"? :-)

3bin3a ha detto...

@Lanterna è stato un piacere anche per me conoscere voi tutte. Non sentirti in imbarazzo. Mi fa molto piacere sapere che ci sono famiglie felici che funzionano. Mi stimola a non fare di tutta l'erba un fascio!!
@Mamma cattiva: io credo di averti guardato negli occhi perchè me li ricordo alla perfezione. Sono scuri quasi color pece .... ovviamente sto scherzando :-D Grazie per essere passata!
@Mammachefatica: :-)

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