giovedì 20 giugno 2013

Pinarella

Sono le 19 e sto rientrando al campeggio.
Una giornata tranquilla, trascorsa per lo più tra il campeggio e il "centro commerciale" di Pinarella, questa località di mare sulla riviera Adriatica tra Rimini e Milano Marittima.

Sono scesa in spiaggia tardi, nel pomeriggio, complici le nuvole in cielo.
Mi sono addormentata dopo il bagno accompagnata dai raggi del sole che finalmente erano riusciti a farsi strada tra le nuvole.
Di quegli abbiocchi che ti colgono all'improvviso che nemmeno te ne accorgi e ti sembra di aver dormito delle ore quando in realtà sono passati solo 15/20 minuti da quando sei sprofondata nel nulla più totale.
Bello!

Mi sono goduta la carezza delicata del calore e poi sono tornata indietro.
Mentre cammino, le cuffie nelle orecchie, la musica che suona; mentre in pace con me stessa mi godo questo silenzioso rallentare, soprattutto di pensieri, mi accorgo che qualcosa è cambiato in me.

La schiena e le spalle sono dritte: non ho paura del mondo, non cerco protezione.
Il mio passo è delicato per quanto quei kg messi su nell'ultimo anno appesantiscano ancora le mie gambe. Ci sto lavorando su, senza fretta, senza diete, semplicemente con l'equilibrio.
Ma c'è qualcos'altro.
E' come se la sofferenza, le lotte ed i distacchi di questi ultimi anni mi avessero spaccato.
Come una sprangata che, arrivata forte, ha spaccato a metà la mia spina dorsale; tutte le mie resistenze.

Mi sentivo padrona del mondo.
In grado di vivere senza niente e nessuno.
Pronta a combattere prima e ad insegnare dopo.
Non mi sento abbattuta.
Questi anni non mi hanno annientata, anzi.
So che sono più forte di prima e più coraggiosa.
Che mai avrei pensato di trovarmi al punto in cui sono ora.

Tra la solitudine di questa piazzola, in questa mia prima vacanza da sola.
In questo mare riscaldato da queste giornate di sole, su questa spiaggia di sabbia.
Mi fermo e mi accorgo che non ho più verità da elargire, storie da raccontare o sermoni da fare.
Che la gente mi piace ascoltarla parlare, che questa natura mi piace sentirla suonare.

In quella camminata così serena ciò di cui mi sono delicatamente accorta è che qualcosa di estremamente profondo è cambiato dentro di me.

E' l'umiltà di capire che sono umana, che non ho niente da insegnare, che quello che so l'ho appreso a mie spese, ma che non è verità universale, che ognuno ha la sua storia da vivere e le sue lezioni da imparare.

Ci sono cose che piano piano si fanno strada dentro di me.
Smettendo di cercare un pò per volta sto trovando la mia strada, ma per ora mi fermo qui.

Il pranzo è pronto.
Tra un pò scenderò in spiaggia e, tra una camminata tra le onde, un tuffo ed un bagno di sole, anche quest'oggi credo che il trasporto dell'ombrellone risulterà utile solo allo zainetto termico.
Chissà forse, tra le tante lezioni apprese, prima o poi imparerò anche come si fa ad andare al mare senza ustionarsi :)

venerdì 14 giugno 2013

Buone vacanze

Ama se stesso, ama piacere, ama essere al centro dell'attenzione.
Ama parlare e sentire il suono della sua voce.
Ama essere sempre al corrente per poter sempre giocare d'anticipo.
Spero che le mie figlie possano stare lontane da tipi come lui;
Persone che promettono, ma che non ce la fanno..
Saranno sempre alla ricerca del nuovo.

Torno con "qua e la'" dopo aver tentato invano di starci lontani.
Ci siamo visti dopo un mese di lontananza che ci è parsa un'eternita'.
Ci vedremo forse nel week end di queste mie vacanze in solitudine.

Ho bisogno di fluire tra le onde del mare,
Di liberarmi di questa vecchia carcassa e di tutto il peso che conlei mi porto.dietro.
Di addormentarmi ore sulla spiaggia arrostendomi al sole.
Di vivere il campeggio con tempi rallentati ed assolutamente individuali.

Vi aggiornerò forse, ma anche no 😉

Buone vacanze a tutti!




lunedì 13 maggio 2013

Gli uomini lasciano e poi ritornano

Sto cercando informazioni per il divorzio.
A Maggio scadranno finalmente i tre anni fatidici ed ora che mi sto riappropriando del mio cognome di origine, della mia mano prevalente, del potere di me stessa, voglio anche liberarmi energeticamente di quel secondo cognome acquisito e chiudere un capitolo che è giunto al suo termine.

Vagando tra le vie del web mi imbatto in un articolo:


"Gli uomini lasciano e poi ritornano"

Leggo interessata....fa proprio al caso mio!


"
 - Diario di Jacques. Gli uomini lasciano e poi tornano. Quando perdonare
I rapporti di coppia non sono facili, e quando ci sono degli screzi non è sempre scontato saperli gestire. Lasciarsi quando le difficoltà appaiono insormontabili sembra ad un certo punto l'unica valida ipotesi, ma molto spesso si torna indietro e si cerca il perdono da parte del proprio o della propria compagna.

Mi sento chiedere a volte dalle mie amiche: è giusto perdonare l'uomo che ci ha lasciato?
Sicuramente la prima cosa che consiglio di fare è quella di capire quali sono i propri sentimenti. La lontananza ha attenuato l'amore e l'affetto? Se la risposta è no, allora è importante valutare attentamente se i problemi che hanno condotto alla rottura sono forti o meno.
Quindi veniamo alla questione cruciale: quali sono i motivi legati all'allontanamento?
Crisi personale o lavorativa? Un uomo spesso casca nel trabocchetto dell'insoddisfazione personale, e riversa le sue frustrazioni all'interno del rapporto. È giusto perdonare? Si, se l'uomo che torna sembra essere davvero convinto e certo che la crisi sia passata, o se comunque riconosce che il problema non era legato alla sua compagna.

Incompatibilità?
Se questo ha spinto il vostro lui a lasciarvi, riflettete attentamente, perché ad ogni difficoltà potrebbe scattare automaticamente una nuova crisi di coppia. Ad ogni modo la lontananza potrebbe essere stata un valido aiuto per il vostro compagno, facendogli comprendere che nessuna litigata al mondo vale la sofferenza legata alla separazione da voi.

E alla fine il motivo forse più grave: essere lasciate per un'altra donna. Se l'uomo in questione ritorna dopo essere andato via per un'altra ha senso perdonarlo? Al 99% direi di no, e per diversi motivi: il primo sicuramente è la possibilità che questo possa accadere di nuovo. Il secondo motivo è legato alla fiducia. Immaginate di accettare di riprovare ad avere lo stesso rapporto di prima; il rischio di diventare paranoiche, vedendo pericolo in ogni altra donna che lui incontra, è dietro l'angolo.
Certo l'amore e le coppie non sono perfette, men che meno noi uomini, e c'è sempre quella piccola percentuale di persone che se torna, dopo un tradimento, lo fa perché si è accorto di aver commesso un grosso errore, e di aver semplicemente preferito il nuovo al vecchio. In questo caso, signore, il mio consiglio è di seguire il vostro istinto, quello di voi donne è il migliore che possa esistere."


Ho già preso la mia decisione due sere fa.
Non è una questione di perdono.
Non c'è uno di noi che da una posizione suprema deve concedere l'amnistia all'altro.
Semplicemente le nostre strade si sono separate e se non fosse stato per la presenza delle bambine non si sarebbero mai più incrociate.

Oggi viviamo qui, a 200 metri l'uno dall'altro.
I nostri cammini si sono avvicinati, le bambine ci scorrazzano intorno e io posso vivere la mia vita con più semplicità, affrontando nuove sfide, nuove esperienze, nuovi viaggi e nuove avventure.
Seguendo un sentiero che finalmente mi sta guidando all'essenza del mio "sè".

No, non penso sia una questione di perdono o di fiducia.
Io ci sarò per lui.
Lui ci sarà per me.
Insieme ci saremo per le bimbe.
Ognuno avrà la sua strada.

Per sempre uniti eternamente divisi.

martedì 7 maggio 2013

Mamani

Ho saputo fin dal ritorno dal primo seminario di Mamani, autore del libro "La profezia della curandera", che questo secondo ciclo di massaggi avrebbe lavorato sui disturbi alimentari.

Ingenuamente speravo che da lì ne sarei uscita "sana", esattamente com'era successo per le sigarette.

Sono invece tornata in questa Valle con una sensazione di vuoto crescente man mano che mi allontanavo dal centro d'Ompio e che mi avvicinavo a casa.
Dopo giorni di calore, di abbracci, di coccole, di massaggi, di bagni di luna, di condivisioni e di risate stavo per ritrovarmi nuovamente sola.

Ho iniziato a mangiare appena arrivata a casa ed ho continuato a farlo fino alla sera seguente, ininterrottamente, fatta eccezione per le poche ore di sonno, per i tempi necessari alla compensazione e agli spostamenti logistici legati alle bambine.

"Certo che hai una bella fame!"- mi ha detto Quo mentre finivo tutti i loro avanzi di cena.

Mi sono guardata divorare di tutto e di più mentre la rabbia per il non sapermi controllare e la paura nel non vedere una fine in tutto ciò, piano piano salivano dentro.

Ho pensato ingenuamente in questi anni che uscire dalla bulimia sarebbe stato facile...bastava dirlo e tempo qualche giorno di costanza tutto sarebbe passato e ritornato alla normalità.

Non è così.
Persino ora che tutto è molto chiaro e che la mia consapevolezza ha raggiunto il suo vertice il cervello emozionale sta inviando quel messaggio "Non senti? Hai fame, mangia qualcosa..."

Non è mai un ordine.
Appare sempre  come un invito cortese, gentile, cordiale...
Quel "qualcosa" però, ad un certo punto, apre una voragine che pare non finire più.

E' venerdì sera.
Torniamo a casa alle 20 passate e io sono stanca e incattivita.
Quando finalmente metto a dormire le bambine ormai ho già "vomitato" su di loro parte di quella rabbia che ho riversato su di me nel corso della giornata.
Uscendo dalla loro stanza incrocio lo sguardo di Quo.

Arrivata in camera mia accendo il cellulare e collegatami con "Zold" dico solo:
"Ne voglio uscire. Dimmi come si fa"

Mi sono osservata ad un certo punto.
E ascoltandomi ho rivisto mio papà che tornava a casa ubriaco e che, andando su tutte le furie, usava la cinghia per scaricare il suo disagio.
Ho risentito le parole di Zold, ex bulimica con un figlio uscito da solo dalla tossicodipendenza. 
"Ciles mi diceva delle cose tremende, allora pensavo che a parlare non era lui, ma quella roba che aveva in corpo."
Mi viene in mente Mamani che costantemente, giorno dopo giorno, seminario dopo seminario, ripete:
 
 "Abbiamo il potere enorme di riuscire ad ottenere esattamente ciò che vogliamo, ma perchè ciò avvenga bisogna impegnarsi, lavorare...
Ci vuole disciplina."


Improvvisamente mi rendo conto che sono proprio come loro: l'unica differenza è che io al posto della cinghia uso la lingua e che per "farmi" non ho bisogno nè di siringhe nè di spacciatori.

Ad un certo punto lo so: alcolizzati, tossicodipendenti, bulimici...siamo tutti drogati, semplicemente ognuno a modo suo.

"Ne voglio uscire, dimmi come si fa"- Le chiedo tra le lacrime mentre dentro di me tutto ciò che fino ad un secondo prima anelava alla morte ritorna sulla superficie e annaspando urla con tutte le sue forze:

"Voglio vivere!!"

Sabato pomeriggio siamo andate in cascina da un'amica a festeggiare la festa di Beltane, una festa Celtica posta a metà tra il solstizio di primavera e quello estivo. Il suo giorno esatto è il 5 maggio.
 
Lì, accanto al fuoco del falò, aiutata dalle bimbe e da tutti i partecipanti,abbiamo gettato i biglietti da visita di paneburroezucchero, la mia attività.
Nel guardarli bruciare ho rivissuto tutta la fatica di questi anni, la costrizione nello stare a casa nelle giornate di sole, l'isolamento perpetuato, le levatacce all'alba per preparare cattering e banchetti.
Piangendo ho scaricato quei pesi, rivedendo come in un film il crescendo di questo disagio emotivo dal quale sto finalmente uscendo.

La mia bulimia è iniziata da lì?
Non credo, ma ad essa è fortemente legata.

Il mattino dopo scrivendo a "Qua e là" gli ho detto che mi prendo una pausa di riflessione.

Maggio sarà un mese di lavoro profondo, di pulizia interiore.
Tutto ciò che non è utile, leggero o divertente verrà eliminato.
Tutto ciò che mi allontana da quella che sento essere la mia strada verrà accantonato.



 "Se hai il naso attaccato ad un albero e ti chiedono di descriverlo devi per forza fare due passi indietro per vederlo" 
 
dice Claudia Rainville fondatrice della metamedicina.

Mi sono resa conto solo ieri che anche lui non volendolo, ha contribuito alla mia "discesa negli inferi."
Ho sentito la rabbia che saliva mentre lo giudicavo.
Poi mi sono chiesta:

"Chi gli ha dato il permesso?" 

Stufa di sentirmi criticare per la mia magrezza ho accettato di indossare un vestito che non era mio sforzarmi di mangiare di più anche quando non avevo fame o voglia.
Sentendomi appesantita ho perpetuato digiuni e abbuffate nel tentativo di ritrovare quel corpo agile e snello che mi faceva stare bene e che sentivo non appartenermi più.

Non so che cosa ne sarà di noi, ma so che adesso frequentarlo sarebbe deleterio.
In fondo nessuno va a cena da uno spacciatore se sta smettendo di drogarsi...  

Denim mi ha detto: "Io ci sono" sciogliendo le mie lacrime di fronte ad un calore che fino a poco tempo fa mai più mi sarei aspettata.

Alle bimbe ho chiesto scusa spiegando loro:

"Quando una persona beve tanto e si ubriaca dice e fa delle cose che non vorrebbe e che non pensa.
Quando mamma mangia tanto è come se diventasse ubriaca di cibo e si comporta allo stesso modo.
Non lo farò più, da oggi voglio solo stare bene"

Non so esattamente cos'hanno capito, ma non importa il loro abbraccio è stato un balsamo, la mia ammissione la migliore cura.

"Ha una bella consapevolezza- mi ha detto la naturopata ieri- non ce ne sono tante di persone come lei".
Mi ha dato degli antidepressivi omeopatici, qualcosa da prendere all'occorrenza.
Li comprerò, una sorta di effetto placebo che sicuramente non guasta ma che di per sè, ora lo so, non è LA cura.

Le lacrime fluiscono liberamente, la mia diga sta finalmente andando giù.
Da domenica le spalle sono improvvisamente tornate su, mentre le gambe stanno pian piano ritrovando la loro antica leggerezza.

Questo è l'inizio del cammino.
Ci saranno, come sempre, salite, discese, pianure e anche falsi piani, ma io sono qui .... e non sono sola!


 Tengo una estrella en el cielo
que me esta mirando
si mi destino es oscuro ella me alumbrará




venerdì 3 maggio 2013

Premio



Ricevo questo premio dalla mia amica Loredana "Del furore di aver libri" che ovviamente ringrazio.
Mi chiede di raccontare 11 cose di me,
Di rispondere alle sue 11 domande,
Di formularne altre 11
E di cercare altri 11 blogger meritevoli di ricevere il premio....

Siccome per me è una parte molto difficile visto che da un secolo non navigo più sul web in cerca di personaggi interessanti ho pensato di fare così (e spero che Lory non se ne abbia a male):
Porrò comunque 11 domande. Se qualcuno passa e leggendomi ha voglia di ritirare il premio e proseguire il percorso raccontando 11 cose di sè, rispondendo alle mie 11 domande, formulando 11 domande a sua volta e distribuendo il premio ad altri 11 blogger di suo gradimento, ne sarò contenta altrimenti va bene cosi.
Col cuore lo dedico a tutte le persone che, pur non avendo un blog amo e mi sono vicino <3>

Bene...
Cominciamo...
11 cose di me...

Vediamo...


1. Sono contenta. Ho scoperto di aver imparato a camminare con le mie gambe e che non ho bisogno degli altri per prendere decisioni che riguardano la mia vita.

2.Sto imparando a guardare in faccia le mie paure e a superarle. Parlare con gli altri mi crea meno difficoltà e il ruolo "genitore-adulto" sta smettendo di intimidirmi.

3. Credo di avere finalmente individuato il mio percorso. Dopo aver a lungo brancolato nel buio e gettato macchie di colore sul muro pare che 'sto disegno stia finalmente prendendo una forma...che fosse la volta buona????

4. Ho scoperto di aver assegnato alle mie figlie il ruolo delle salvatrici fino a poco tempo fa. Da quando mi sono resa conto che IO sono viva NONOSTANTE LORO e non GRAZIE a loro i ruoli tra di noi si sono definiti, sono stati riportati al loro giusto ordine e siamo tutti più sereni. Sono io l'adulto che si prende cura di loro e non loro che devono aiutare me a sopravvivere...

5. Ho letto la scorsa settimana che mi sono trasferita a 2 ore di cammino da uno dei punti energetici più importanti in Europa, la Sacra di San Michele. Sarà per questo motivo che qui mi sento finalmente a casa e che la vedo dominare dalla finestra della mia camera.

6. Non sono certa che uscirò mai dalla dinamica dei disturbi alimentari, ma penso che con una buona disciplina imparerò a tenerli a gestirli tenendoli a bada. Come tante altre  cose devo semplicemente smettere di lottarci contro...prima o poi ce la farò.

7. Mi sono accorta di aver imparato in questi ultimi anni a "chiedere". All'inizio è stato faticoso e mi sentivo perennemente in debito o in colpa, ma proprio in questi giorni ho visto che se ho bisogno lo faccio e che finalmente mi sento meritevole di ricevere.

8. Mi piace pensare che anche l'amore, così come l'amicizia, possa essere considerato come un viaggio in treno. Penso che  incasellarlo in ruoli "Il mio fidanzato", "mio marito" lo privi di qualcosa di essenziale: la possibilità di essere vissuto libero da condizionamenti.

9. Ho scoperto che attraverso un applauso si può determinare qual è la propria mano prevalente e che pur avendo usato sempre la destra in realtà sono mancina...lo sospettavo da molto tempo, ormai.

10. Mi sono ritrovata a disegnare un albero ieri e con mia grande scoperta era ricco di rami, foglie e radici, segno questo che sto finalmente trovando il mio posto nel mondo??...Speruma....

11.Quando sono in crisi e il mio meccanismo di compensazione più estremo in attuazione l'unica cosa che desidero è stare da sola salvo poi potermi addormentare stremata accanto alle bimbe, percependo il calore del loro amore, quella sensazione di famiglia che la bimba che è in me non ha mai vissuto.

Mi son chiesta spesso negli ultimi tempi se accanto a me non avessi Qua e là, ma una persona amorevole, che invece di scostarsi spaventata, vicina o lontana che sia ogni volta che sto male, semplicemente allargando le sue braccia mi accogliesse con amore, senza incalzarmi per farmi rialzare o proferir parola per consolare. Chissà, allora, se tutte queste dinamiche potrebbero magicamente finire così come sono arrivate...Me lo chiedo spesso, ma non ho la risposta e forse  perchè di fatto risposta non c'è; questo è il mio cammino e lo devo fare da me...

Rispondo alle domande di Lory.


1.       Cosa ti piace, oltre a leggere?
      Mi piace camminare, leggere, tagliare segare ed incollare.
Trascorrere il tempo con Qui Quo e Qua, guidare in autostrada, sfidando un pò il timore che arriva ogni volta che sulle due corsie mi tocca superare una fila interminabile di tir, ma percependo al contempo un moto di soddisfazione nel ripensare che quello della macchina era uno dei pensieri che mi turbava di più all'atto della mia separazione da Denim...un secolo fa?
2.       Cosa provi, con un libro in mano?
      La meravigliosa sensazione di partire per un nuovo viaggio. 1,2, a volte anche 3 libri vengono sparpagliati per varie zone di casa tra il bagno, la camera e la cucina....un'occhiata, due righe, intere pagine...c'è sempre un attimo per caricarsi lo zaino in spalla e partire per poi rientrare arricchiti da qualcosa che sicuramente è arrivato, un messaggio, un pensiero, un'idea...anche "solo" un sorriso.
3.       Preferisci acquistare libri o prenderli in biblioteca?
      Mi piace comprarli, entrare in libreria, guardare, toccare, sfogliare. Spesso entro con un'idea ed esco con tutt'altro. Sono ancora in una fase Egoica in cui ho bisogno di possedere per sentirmi felice :D
4.       Se fossi titolare di libreria, quali libri non proporresti mai?
       HARMONY 
5.       Che genere ti piace?
      Tutto, escluso Harmony. In questo momento sono più dedita a letture semi serie o simboliche, ma la libreria comprende anche "Tre metri sopra il cielo" di Moccia e non è detto che prima o poi non decida di rileggerlo :O
6.       Ti è mai capitato di voler riscrivere il finale di un libro?
      Si, ma in tempi remoti. Ora come ora non lo penserei più. Se non mi è piaciuto è un segnale che c'è qualcosa su cui devo lavorare. 
7.       Ti è mai capitato di voler riscrivere un libro che hai letto?
      No, Ma ci sono stati diversi casi in cui libri iniziati non sono stati terminati o addirittura sono stati regalati, praticamente nuovi.
8.       Immagina di scrivere al tuo autore preferito, anche del passato. Cosa gli scriveresti?
       Grazie Grazie Grazie
9.       Quale personaggio letterario ti è piaciuto di più?
       Frodo, molto umano.
10.   Quale personaggio letterario hai detestato di più?
       Boch....L'ho rimosso... 
11.   Se facessi un trasloco, quale/i libro/i porteresti via per primo/i?
     "Dimmi dove hai male e ti dirò perchè" di Michel Odoul ...
      Durante questo trasloco mi sono venuti fuori tutti i dolori del mondo e l'avrei tanto voluto tra le mie mani invece che in fondo all'ultimo scatolone in basso alla pila.... :(

E adesso l'ultimo passo.
Le mie 11 domande.

1.Se potessi con la macchina del tempo proiettarti in un'epoca passata dove ti piacerebbe andare.
2. Perchè?
3. Qual è la tua tipologia di vacanza preferita? (Mare montagna, casa, albergo, campeggio roulotte o tenda...)
4. Se dovessi partecipare ad una rappresentazione teatrale quale ruolo preferiresti?
5. La tua canzone preferita.
6. Preferisci telefonare o messaggiare?
7. Quando vai in vacanza spedisci cartoline?
8. Quale dei libri che hai già letto riprenderesti volentieri?
9. Quando vai in piscina solitamente preferisci tuffarti di testa di piedi o fai bombe e avvitamenti?
10.Se dovessi rappresentare te stesso con un'animale quale ti impersonificherebbe meglio?
11.Estate inverno, primavera o autunno in quale stagione ti senti più in armonia con te stesso?

Bene, con questo credo di aver concluso.
Buona lettura, grazie per essere passati e buon proseguimento di gioco se decidete di farlo.

giovedì 25 aprile 2013

Pensieri


Al mattino, accompagnate le bambine a scuola, ho preso l'abitudine  di armarmi di scarponcini e zainetto e di "arrampicarmi" per i sentieri di questa Valle.

La corsa ha lasciato da qualche tempo il posto alle passeggiate, a qualcosa di più tranquillo ed introspettivo.

Il respiro, spesso bloccato dai pensieri e dall'ansia, piano piano si scioglie man mano che la salita aumenta ed il percorso si snoda portandomi in chissà quale destinazione sconosciuta.

Non ho una piantina o una mappa, seguo l'intuito, i segnali, i sentieri tracciati e le mulattiere.

Generalmente sono 3/4 ore di cammino che hanno la capacità di trasportarmi in una dimensione nuova, in un viaggio che dai suoni ed i colori della natura finisce dentro di me.

Spesso mi guardo intorno e mi sembra di vedere il mondo che mi circonda per la prima volta: piante, fiori, ruscelli tutto sembra appartenere al mondo magico della Terra di Mezzo di Tolkien ne "Il Signore degli Anelli".

Potrei aspettarmi di vedere spuntare un folletto, un nano o un elfo da un momento all'altro.
Un albero potrebbe mettersi a parlare e piccoli fiori cadenti potrebbero tranquillamente essere fate arrivate a rallegrare ed alleggerire animo e pensieri.

Il passo è cadenzato ed il bastone di legno usato a mò di sostegno fa da contrasto al supertecnologico orologio che in un attimo mi permette di ottenere indicazioni su tempi, velocità, km percorsi, dislivelli e calorie consumate.

L'ho detto a "Chiacchierina" qualche tempo fa.

Mi sembra che il ghiaccio accumulatosi in questi lunghi 40 anni piano piano si stia sciogliendo.

E' un processo doloroso.

Quella massa dura e compatta lentamente si sta trasformando in acqua che, massiccia, tenta di passare attraverso una piccola breccia creatasi sulla parete di un'alta ed imponente diga...

E' la mia corazza che non si vuole e non si può spaccare.

E' quella protezione che mi ha permesso di difendermi dal mondo esterno e di arrivare fino a qui, ma che ora mi pesa come non mai.


Lo sento, a volte mi impedisce di vivere con serenità, gioia o leggerezza.

Spesso la spontaneità è avvolta dai dubbi, dai tormenti e dalle paure, soffocata così come l'edera che, attacandosi a muri, pareti e piloni, di fatto ne impedisce la vista.

L'ho visto tante volte in questi ultimi tre anni.
La quotidianità, la routine, le prassi costantemente ripetute e difficilmente abbandonate mi danno sicurezza.
Come un orsetto che ci si porta a letto la sera e che ci difenderà da ogni male anche se sappiamo che si tratta solo di un peluche.

Quante volte il non poter mettere in atto le mie costanti di vita mi ha mandato in crisi più degli imprevisti stessi.
Quante volte fatico ad abbandonarle.
Quante volte lasciare una strada nota per una nuova mi ha mandato nel panico più totale creando aggrovigliamenti e prassi quanto mai inutili: quegli stessi passi sono poi stati compiuti con molta meno fatica di quanto la mente voleva farmi credere.

Salgo per queste salite riservandomi di decidere al momento quale direzione prendere e che sentiero percorrere.

Il respiro diventa fluido, i pensieri lucidi, dopo il pianto il sorriso si abbozza sulle labbra ed il passo diventa leggero e consapevole.

Lo sguardo è concentrato per evitare di cadere o di pestare insetti o piccoli rettili, le orecchie sono vigili a captare rumori o ad ascoltare la bellezza di una musica che non ha bisogno di strumenti costruiti.


A volte devo tornare indietro.

La strada si interrompe,
Il bosco si infittisce,
Il rio mi impedisce il passaggio.

Non è un problema.
E' la bellezza del viaggio...

Un viaggio tutto da costruire, momento per momento.

Domenica tornerò a Pettenasco.

Al Centro d'Ompio affacciata sul meraviglioso paesaggio del lago d'Orta, immersa nuovamente nella natura affronterò il secondo livello di massaggio andino.

Lì ritroverò Zold e gli altri compagni di viaggio.
Le tisane calde ed i piatti pronti da gustare, le tavolate comuni, le chiacchiere e le risate.
Gli argomenti profondi e leggeri, le conoscenze reciproche.

Il massaggio scioglierà i muscoli e le energie bloccate.
Le danze metteranno in circolo il buon umore.
I riti sciamani lavoreranno nella profondità del cuore.

Li vivrò per 4 giorni lontana dal mondo e dai pensieri e ne uscirò, forse non priva di corazze, ma sicuramente più leggera.


La figura di questa carta è completamente rilassata e a suo agio nell'acqua, e lascia che la porti dove vuole. È padrona dell'arte di essere passivi e ricettivi, senza essere spenti e sonnacchiosi. 

È pienamente disponibile alle correnti della vita, e non pensa mai di dire: "Questo non mi piace", oppure: "Preferisco quell'altra strada". 

Ad ogni istante nella vita abbiamo la possibilità di scegliere se entrare nelle acque dell'esistenza e fluire, oppure cercare di nuotare controcorrente. 

Quando questa carta compare in una lettura, è un segno che adesso si è pronti a fluire, fidando nel fatto che la vita ti sosterrà nel tuo rilassamento e ti porterà esattamente dove vuoi andare. 

Permetti a questa sensazione di fiducia e di rilassamento di crescere sempre più; ogni cosa sta accadendo esattamente come dovrebbe.












mercoledì 24 aprile 2013

6 impossible things


Ho scoperto Alice in Wonderland qui in Valle.

Un film semplicemente MERAVIGLIOSO, 
Così come il più datato Alice nel paese delle meraviglie, ricco di significati simbolici.

La parte che però ci piace di più, a me e alle tre papere e che citiamo a memoria ogni volta che arriva è questa:

"Alcune volte cerco di pensare a 6 cose impossibili prima di fare colazione:

Uno: Esiste una pozione che rimpicciolisce.
 Due: Esiste una torta che ingrandisce.
 Tre: Gli animali parlano.
Quattro: I gatti evaporano.
Cinque: Il Paese delle Meraviglie Esiste


Sei:  

"Posso uccidere il Ciciarampa!" 


( e nel mio caso trattasi di quel piccolo essere oscuro e rompiballe che mi giudica, detta regole e manda in tilt equilibri e serenità: chiamasi mente!)

sabato 20 aprile 2013

Solitudine

"Quello che leggo tra le tue righe è tanta solitudine"- mi dice Zold, donna conosciuta al  seminario di massaggio andino a Marzo.

Con lei, veneta di cittadinanza e gelataia per 7 mesi all'anno in Germania, ci siamo trovate subito in sintonia condividendo passeggiate, chiacchiere e risate fino alle lacrime, ritrovandoci con lo spirito di due ragazzine a fare scemenze e bagni di luna nell'acqua gelida della piscina alle 5 del mattino...

Pochi giorni ancora e la rivedrò...non vedo l'ora!!


"Eppure ti dico questo. 
Io sono sposata da 31 anni. 
Vicino ho avuto un uomo che mi ha volute bene, 
che dice di volermene ancora adesso, 
ma che troppo spesso non sento vicino eppure è qua!"


Quante volte ho sentito questo discorso!
Anche Chiacchierina me l'ha ripetuto spesso nel corso di questi ultimi anni.

Osho non fa altro che ripetere : "La solitudine è uno stado di benedizione, una condizione nella quale basti a te stesso e non senti la mancanza dell'altro."

"Ma dell'altro chi?"-  mi chiedo

Le bimbe sono qui, pronte ad abbracciarmi e a baciarmi ogni 3 per 2 in modo addirittura commovente soprattutto da quando abitiamo qui.

"Qua e là" abita nel suo mondo, a 300km da casa mia. Là ha il suo lavoro, la sua famiglia, il suo passato ed il suo presente. Con lui condividiamo passioni e letture, amore per la montagna e passeggiate, percorsi spirituali e cammini più o meno faticosi, spesso in salita.

Se ci immagino ci vedo come due persone che, tenendosi per mano, compiono un viaggio nell'ignoto,
alla ricerca della propria verità e della propria essenza; senza programmi, mappe o organizzazioni; semplicemente mossi da una forza interiore;
dalla necessità di crescere.

L'unico modo per poterlo fare è accettare, sfidare e superare le nostre insicurezze.

Mi ha sempre colpito sapere che con la sua ex moglie abbiamo in comune segno zodiacale e molti aspetti caratteriali, ma che lei con lui condivide notevoli interessi e, soprattutto, una città di residenza...
Sono certa che prima o poi torneranno insieme e che io sono solo un tramite....
Quando lui tornerà da lei sarà una persona nuova ....e anche lei ovviamente ;)


Le mie amiche si sono perse per strada.

Si son perse loro....
oppure ho deciso di perderle io...?

Chiacchierina, Zold, Angelo ...
Ci sono amiche che arrivano dal passato, che in questi anni non mi hanno mai abbandonato.
Altre che sono arrivate e molte se ne sono andate susseguendosi come viaggiatori che ad un certo punto semplicemente hanno cambiato treno, binario o compagnia.

Ognuna di loro mi ha insegnato a vedere il mondo con una sfumatura di un colore diverso; a prendere la vita guardando alcuni aspetti piuttosto che altri; a osservarmi nel profondo o a limitarmi a stare in superficie.

Certo, fisicamente poche son presenti.
Come ha fatto notare Denim solo una mi ha aiutato attivamente nel trasloco, ma le cose stan così e forse il motivo è che di fatto Tomb Raider le sue avventure se le vive in autonomia con il suo zainetto, le sue provviste e la compagnia di alcuni esperti solo quando capita o se serve... ;)

Anche tra i parenti alcune persone sono state scrollate insieme allo straccio della polvere mentre altre sono emerse da angoli remoti e dimenticati.

Evito qui di fare nomi o elenchi di chi è andato, ma .... mia mamma e le mie sorelle sono sicuramente la parte più preziosa di questo ritrovamento, quella che mi ha permesso negli ultimi due anni di compiere passi enormi, da gigante.

E poi c'è Denim.
Cheddire...
Lui ha la sua vita, il suo lavoro, la sua Valle.
Con lui dividiamo e condividiamo tre splendide creature e qualcosa che non si potrà mai cancellare o sostituire...
Non mi dilungo, in questi anni credo di aver scritto a sufficienza (e forse ancora non ho finito, ma oggi non ne ho voglia...).

Non sono sola.
Non mi sento isolata.
Non sento la mancanza di qualcuno in particolare.


              "Voglio avere comprensione
                                - prosegue Zold-  
      essere capita come sono e non come vogliono che io sia"

Nel corso di questi 3 anni, sono andata avanti come un treno prendendo decisioni talmente impopolari che, a differenza di Zold, della comprensione altrui di fatto non mi ne importa un fico secco.

"Che cosa mi manca quindi???"
 mi domando tra un calcolo di matematica e una coniugazione dei verbi in questo sabato mattina.

Zold e Chiacchierina hanno ragione.

L'ho provato quanto ci si possa sentire sole pur avendo qualcuno al proprio fianco.
Ma ciò che manca in quei casi è proprio la sicurezza di un riconoscimento, qualcuno che appoggi le tue idee e le tue iniziative.


Ho percorso negli ultimi tre anni il mio cammino irrobustendo muscoli, spalle, gambe e braccia.
Ho imparato a prendere decisioni e ad asciugare le mie lacrime.
A scrollarmi di dosso la tristezza e a rialzarmi anche quando pensavo che non ne avrei mai avuto la forza.
A stare su di me e a lasciare agli adulti il loro ruolo e i loro spazi.
E tutto questo il più delle volte l'ho fatto limitandomi a sentire la vicinanza in una telefonata o in un collegamento internet, chiedendo conforto alle braccia delle mie figlie che pronte si sono prodigate per poi sparire nei loro giochi e nei loro pensieri così subitamente com'erano arrivate....Giustamente direi vista la loro età.

Oggi voglio di più.

Un abbraccio, il calore di una persona, l'energia che passa dal contatto tra le mani, la bellezza del suono di un campanello, la sorpresa di un bacio lanciato per poi tornare ognuno alle sue cose, un caffè al volo in un incontro non programmato.

E' quella sensazione di rilassatezza in cui il mondo non grava tutto sulle tue spalle perchè se anche le decisioni sono solo tue sai che accanto a te c'è qualcuno che fisicamente ti sostiene anche solo per un attimo con un sorriso che può cambiare la direzione ed il destino di una giornata e che quel qualcuno non si chiama nè Qui, Quo o Qua e che ha qualche anno di più :)

venerdì 19 aprile 2013

Chi esser tu?




"Chi esser TU?"

"Beh non so più neanche io- risponde Alice- mi son trasformata talmente tante volte che(...) io non sono più io (...) non so più niente neanche quel che sapevo a memoria".

"Chi esser tu?"- mi chiedo oggi, in questa giornata di pioggia mentre la casa dalla quale tanto mi sentivo incatenata sta per essere venduta ed il mio cognome sta per tornare quello d'origine.

"Mi chiamo Marta- mi rispondo- vivo in Valle e mio padre era A. F.
Non era uno stinco di santo, ma mi ha messo al mondo e io sono sua figlia, MARTA F.  

e non sono perfetta!"

giovedì 18 aprile 2013

Gratitudine incondizionata anticipata

"Sprechi un talento. Hai un modo di scrivere così scorrevole...."- mi ha detto oggi la mia amica Chiacchierina in una delle nostre interminabili conversazioni.

Negli ultimi tempi quante volte avrei voluto riprendere in mano questo mio adorato spazio personale.
Ogni volta però che le parole mi scivolavano addosso come una veste di seta ero lontana dal PC e ogni volta che avrei potuto scrivere ero invece intrappolata in questioni pratiche che poco tempo lasciavano a filosofia, prosa e poesia....

Lo faccio oggi, spronata proprio da quelle parole.

Mi sono trasferita da due mesi laddove mai avrei pensato, seguendo i desideri e l'amore spassionato di Quo nei confronti di suo padre.

Questa bimba di 8 anni ha infine deciso la nostra meta finale facendo terminare bracolamento nel buio e deliri mentali; permettendomi di trovare finalmente un posto dove cercare e sentirci "a casa".

E' qui tra questi monti che sto terminando di ricostruirmi; che sto ritrovando pace, serenità e lucidità.
Qui ho ripreso le mie corse mattutine.
Qui, scarponi ai piedi posso improvvisare, zaino in spalla, gite e passeggiate in base al tempo e al sentire del momento.
Qui le sigarette sono state eliminate in modo tanto definitivo che mi sembra quasi impossibile aver mai fumato prima.
Qui, la dieta a zona sta soppiantato digiuni ed abbuffate introducento alimenti che la macrobiotica aborre e riducendo decisamente tutto ciò che le cucine alternative lodano ed apprezzano che mi facevano però sentire pesante, gonfia e perennemente di pessimo umore. 

"Come ti senti?"- mi ha chiesto qualche settimana fa Luciana nel corso di in una costellazione individuale facendomi salire a piedi nudi sopra un foglio sul quale avevo scritto il mio nome.

"Alta, forte, piena di energia,
 attorniata dalle chiome verdi
 degli alberi più basse di me"

La sensazione di essere un Avatar, in piena armonia con me stessa e la natura intorno mi apparteneva già da qualche giorno.
Priva di pensieri e preoccupazioni e, per quanto esistessero, totalmente concentrata sul presente, sul "qui e ora".

"Non li risolvi pensandoci"
dice Osho


E nel mio caso "il pensarci", oltre che a non risolverli, ha sempre innescato meccanismi di compensazione piuttosto distruttivi...

E' proprio in questa casa arrivata all'ultimo, mentre i tempi stavano per scadere, incapace di rassegnarmi all'idea di dovermi separare dalle bimbe rimanendo a Torino da sola nell'attesa di trovare un'abitazione adatta a noi, che ho iniziato a ringraziare.

"GRAZIE!"
ho iniziato a dire tra le lacrime nei momenti più impensati della giornata.

Grazie per tutte le cose belle che mi stanno accadendo:
La casa;
Le montagne;
Questa sensazione di pace ed armonia;
La gioia e la serenità sui visi di Qui, Quo e Qua che finalmente posssono vivere la loro famiglia con una vicinanza di 200 mt invece che con una distanza di 50Km
Grazie per la scuola più in sintonia con ritmi dei bimbi, per le maestre così aperte e solari...
Grazie per "Qua e là" che mi ha accompagnato in tutto questo difficile percorso;
Grazie per tutte le cose che ho e che ho sempre dato per scontate.

Grazie per le difficoltà che mi hanno fatto crescere e insegnato lezioni che diversamente non avrei appreso o che avrei imparato più lentamente.
Grazie anche per ciò che verrà e di cui non sono ancora a conoscenza.

Grazie per i nuovi equilibri, le riconciliazioni e le ritrovate relazioni.



Grazie  
a me, 
alla donna che sono, 
alla mia forza 
e alla mia voglia di vivere!






e Grazie all'universo che tanto mi sta ripagando per la fatica sostenuta in questi anni!





lunedì 4 febbraio 2013

Pensiero del giorno

Ancora pochi giorni e tre anni fa te ne saresti andato.

Ho cercato di esserti amica, di avere un rapporto aperto fatto di collaborazione, comprensione, aiuto reciproco...di amorevolezza...

Ancora oggi, malgrado tutto se mi trovassi dall'altro capo del mondo e mi dicessero che hai bisogno correrei, mollando tutto non importa cosa.
Non perchè ti amo nel senso che vorrei tornare con te, ma perchè ti amo in virtù di ciò che c'è stato e che insieme abbiamo costruito.
Perchè malgrado la rabbia, la disilusione, il tradimento e la sofferenza non posso cancellare ciò che di bello ho vissuto e tutto l'amore che ho provato.

Mi chiedo se lei farebbe lo stesso per te.

Ancora oggi sono certa che se io avessi bisogno nè tu nè "qua e là" che pur dice di amarmi mollereste tutto per fiondarvi da me vicino o dall'altro capo del mondo che vi trovaste.
Eppure penso che non mi sentirei sola per quanto fisicamente lo sarei.
Perchè avrei comunque me, la mia forza, la mia tenacia, la mia determinazione, il mio istinto di sopravvivenza, quello che mi ha tenuto in vita fino ad oggi, quello per cui sono ancora qua a camminare, in piedi, dritta, fiduciosa, sorridente anche tra le lacrime.

Forse un giorno ti renderai conto di aver potuto condividere il cammino con una donna per la quale la parola "per sempre" ha ed avrà sempre la sua rilevanza perchè dal treno della mia vita per me non sei mai sceso, hai solo cambiato vagone.
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