giovedì 21 maggio 2009

Di genitori e di figli

Questa mattina, come sempre ho accompagnato le bimbe a scuola. Ho legato la bici e poi con C. siamo andate a prendere il caffè.
"M. non viene" mi ha detto.
Poi però, tempo di andare a prendere la bici, l'ho vista che insieme a C. la sua bimba e mia figlia stava andando in ludoteca.
Ha detto che non era dell'umore giusto, ma poi ci ha viste uscire dal bar ed ha pensato che fosse un segno del destino e quindi si è aggregata.
Sua mamma soffre di depressione da molto tempo. I suoi genitori sono separati e suo papà si è fatto una nuova vita in un'altra città. Lei si occupa della sua famiglia, dei suoi due bimbi e di sua mamma che però alterna momenti di dolcezza a momenti in cui è incattivita, ingrata, in cui le urla in faccia, in mezzo alla strada, davanti ai bambini, delle cose tremende.
Questa mattina è stato uno di quei momenti.
L'ho vista estraniarsi ad un certo punto ed è bastata una carezza, un semplice "Come va?" sussurrato perchè rimanesse tra me e lei per tirare fuori la sua amarezza, la sua tristezza, la sua stanchezza.
Di fronte al suo dolore mi sono sentita di tirare fuori anche il mio, spesso taciuto, mascherato dai sorrisi e nascosto nella gioia che quotidianamente provo nel guardare la mia famiglia.
La storia di una figlia non figlia, della figlia di nessuno.
Ceduta dai miei genitori naturali a 2anni e mezzo agli zii e richiesta indietro dopo tre anni, quando la mia famiglia era diventata un'altra. Ricordo le visite dallo psicologo infantile che mi faceva fare un sacco di disegni, ricordo il dolore nello scoprire che non ero uscita dalla pancia di quella donna che chiamavo mamma, ricordo quel signore trascinato via dalla polizia mentre urlava come un pazzo, ricordo le raccomandazioni perchè tutta la storia venisse tenuta segreta di fronte a tutte le mie amiche, ricordo un'infanzia stupenda, piena d'amore e di vizi.

L'infanzia però lascia il posto all'adolescenza e l'adolescenza alla ricerca della propria individualità, ai conflitti, al distacco da quelle persone che prima erano l'unico fulcro del nostro piccolo mondo.
Nel mio caso l'adolescenza ha segnato l'inizio della fine.

Non mi sognerei mai di rinfacciare alle mie figlie i sacrifici che stiamo facendo per loro. Non sono loro che hanno chiesto di venire al mondo, siamo noi che le abbiamo volute anche se non perfettamente consapevoli che ciò non avrebbe portato solo gioie ma anche tanta fatica.
E allora perchè, mi chiedo io, rinfacciare a me, che non avevo chiesto nulla, di essere stata tolta dalla melma (anche se le testuali parole sono ben diverse)? Perchè ricordarmi, nei momenti peggiori, che ero proprio uguale a mia madre o a mio padre? Ma come mio padre e mia madre non erano le persone con le quali vivevo da n anni?

Ho due cognomi. Uno della mia famiglia di origine ed uno della mia famiglia adottiva. Per lungo tempo hanno rappresentato la non appartenenza nè all'una nè all'altra famiglia. Alla prima perchè praticamente non la conoscevo, alla seconda perchè mi dimostrava in 1000 modi diversi di non volermi realmente per quello che ero. Hanno puntato sulla riconoscenza per diplomi e lauree conseguite, per i soggiorni all'estero che ho potuto fare, per tutte quegli agi materiali che però in qualche modo mi sono dovuta sudare con sottomissione, mettendo da parte il mio orgoglio, la mia personalità, il mio IO.

L'anno scorso mio padre sarebbe stato in grado di chiudere la porta in faccia a sua "figlia", in grado di chiudere ogni tipo di rapporto per quel doppio cognome. Mio marito l'ha bloccato sulla porta il giorno del mio compleanno cercando di farlo ragionare. E' tornato sui suoi passi, ma tutto ciò in me ha aperto l'ennesima incurabile ferita.

Non parlo più del passato. Ho deciso di buttarlo alle spalle per amore delle mie figlie, perchè loro hanno il diritto di vivere i loro nonni senza il peso del mio passato. Quei nonni assenti, che riescono anche a stare mesi senza vederle a meno che non sia io ad andarli a trovare, che si dimenticano di fare loro gli auguri per il compleanno, ma che a parole hanno "Tanta voglia di vedere le bambine".

Figlia di nessuno, la mia unica famiglia è quella che sono riuscita a costruirmi in questi 10 anni.

Quanlche anno fa ho ripreso i contatti con una delle mie sorelle. Ora le mie figlie hanno anche degli zii da parte di mamma e 4 splendide cuginette che purtoppo vedono di rado perchè abitano lontano. Un pezzo del mio cognome ha trovato, almeno in parte, una sua correlazione.

Spero di essere una madre migliore, spero di non sputare in futuro su di loro la stessa melma che ho dovuto subire io "per il loro bene" come ricorda spesso mia madre (ed il dramma è che lo crede veramente).

Ecco. Ora il segreto è rotto e tutti sanno. Anche quelle poche compagne delle elementari che leggono questo blog.
Ecco ora la mia amarezza, la mia tristezza, la mia delusione sono nero su bianco di fronte a tutti voi.
Ecco ora la mia promessa è fatta ed è che MAI nella mia vita vorrò seguire quel modello perchè di tutto ciò che ho ricevuto le parole che mi sono state dette rimarranno nella mia mente e nel mio cuore come pugnalate pronte a sanguinare per sempre.

16 commenti:

Igraine ha detto...

Ciao
non ho mai commentato finora. Ti ammiro per come sei uscita da questa vicenda. Poi però non ho capito, sei in contatto cone tutti e 4 i tuoi genitori?Un bacio.

Trilli ha detto...

Con i miei genitori adottivi cerco di essere una figlia perchè, non capendo gli errori ed il male fatto, lo pretendono e perchè non voglio privare le mie figlie di nonni che adorano per quanto assenti. Con i miei genitori naturali non ho nessun tipo di contatto. So che mio padre naturale è morto diversi anni fa, mentre mia madre è ancora in vita ed abita con un'altra mia sorella, ma non ne voglio sapere. Ho solo cercato e trovato la sorella con la quale avevo sentito maggiore affinità quando, piccole, i miei genitori adottivi cercavano ancora di mantenere dei rapporti. Dopo, temendo una mia scelta, li hanno evitati ... che sciocchi! Malgrado tutto per me mamma e papà rimangono le persone che hanno contribuito, nel bene e nel male, a formare la persona che sono oggi.

Marilde ha detto...

Mamma mia quanto dolore e che storia complessa! Un abbraccio stretto a te e alle tue bellissime bambine. Il tuo passato è difficile, ma hai tanto futuro con tre figlie, oltre al tuo di donna ovviamente!

wondermamma ha detto...

La propria sofferenza porta a capire che tipo di donna e di madre NON VUOI E NON VORRAI essere per le tue figlie.
E questo in fin dei conti è il lato positivo.
Guardi le tue figlie e sai che il tuo amore per loro è autentico.
E questa per loro è una Grazia.
Di cui ti saranno per aempre grate.
Ti abbraccio forte forte

2Gemelle ha detto...

volevo evitare di commentare perchè è una confessione intima, un buttar fuori tutta l'amarezza che hai accumulato negli anni...
sono certo che avendo vissuto una esperienza così dura, sarai una madre migliore, decisamente migliore.
Anzi, lo sei già

Mamma in 3D ha detto...

Grazie per avermi lasciato ascoltare il tuo segreto, per aver rotto il tuo silenzio qui.
Ora ce l'hai la tua famiglia, te la sei costruita tu e la custodisci ogni giorno mantenendo la tua grande promessa.
Spero che l'abbraccio delle tue figlie possa col tempo lenire un po' il tuo dolore e farti sentire giustamente unica e indispensabile, come sei per loro e per te stessa.

Anonimo ha detto...

Ciao, mi hai lasciato senza parole. Hai avuto coraggio a tirar fuori tutto, hai fatto bene. Ti ammiro per il coraggio che hai e per quello che sei, ti sei creata una bella famiglia e adesso davvero devi lasciarti il passato alle spalle.
Un bacio a tutti e spero di vedervi presto, se combinate per il compleanno di Ste non ci saremo sicuramente.
A presto
Anna

AnnaF ha detto...

Nessuna parola solo un abbraccio,piccola forte Trilli!

Trilli ha detto...

Spesso è più semplice raccontare guardando lo schermo di un PC. La propria mente riesce ad aprirsi ed a dire cose che mai si oserebbe guardando il proprio interlocutore negli occhi. Al tempo stesso poter urlare il proprio dolore laddove qualcuno ti può ascoltare permette di trovare lo stesso benefico conforto che si otterrebbe raccontandolo a qualcuno e non semplicemente scrivendolo in un diario.
Il dolore di M. mi ha fatto ricordare il mio e non sono più stata in grado di tenermelo dentro. Mi fa tristezza pensare di non riuscire per i miei genitori la figlia che dovrei, mi sento spesso un'ingrata. So di essere fortunata: ho potuto studiare, ho potuto viaggiare, vivo in una casa tutta mia senza il pensiero di un mutuo o di un affitto da pagare. Queste cose non le avrei avute diversamente. Ma poi penso che nel momento in cui si decide di prendersi cura di un bambino si è tenuti a cercare di dargli tutto il meglio possibile e quindi, in fin dei conti, credo che abbiano adempiuto al loro dovere di genitori.
Non voglio che mi fraintendiate, ovviamente voglio loro bene, ma l'amore di un figlio credo sia una cosa diversa, un sentimento unico. Un sentimento che io non riesco a comprendere anche se tanti tanti tanti anni fa sicuramente l'ho provato.... purtroppo al cuor non si comanda e certe cose si possono solo buttare alle spalle ma non dimenticare!
Ringrazio tutti voi per essere passati a lasciarmi il vostro abbraccio, mi ha realmente commosso.

Anonimo ha detto...

per il compleanno di Ste NOI e non NON ci saremo ... errore di battitura
Anna

MAQ ha detto...

anch'io ho un rapporto con mia mamma non proprio facile...
un abbraccio anche da me!

beba ha detto...

Percepisco tutto il dolore anche se non oso immaginare quanto deve essere stato il vuoto, la sofferenza dei tuoi anni che dovevano essere i più spensierati.
Quello che penso, e spero io, anche per quanto mi riguarda è che fatta consapevolezza della nostra infanzia e del dolore che ancora ci portiamo appresso tu per un motivo io per un altro... mai
mai come madri lasceremmo che questo dolore intacchi la vita dei nostri figli.
mai faremo provare loro ciò che ancora brucia sulla nostra pelle
perchè li amiamo
e il nostro amore colma quello di nonni assenti, di zii sconosciuti...
Grazie per aver aperto questo vaso di pandora pieno di mali
grazie per averci permesso di supportare questo peso, questo fardello..
un abbraccione.
deborah.

Trilli ha detto...

@Beba grazie a voi per aver accolto il mio dolore. Tutto questo calore è un ottimo cicatrizzante. Di due cose sono certa:
- Non so se sarò una madre migliore (credo che non potrò mai essere peggiore), ma sicuramente tutti i miei errori saranno divisi su tre bimbe e non dirottati su una sola e questo è sicuramente un bene.
- Non potrò mai rinfacciare loro di averle tolte da qualcosa perchè l'unica alternativa era la loro non esistenza.
Da ultimo spero che la loro unione possa essere talmente forte da combattere le loro battaglie all'unisono (ma questo è più un timore che una speranza ;-) )

Trilly ha detto...

sono arrivata qui passando da un blog all'altro...ho visto l'immagine di Trilly e c'ho clikkato su...prima ho letto il post sopra e m'ha fatto tanto sorridere...ora leggendo questo ho visto quanto coraggio hai, nonostante la rabbia e il dolore...una volta io dissi sul mio blog che siamo madri di noi stesse, sia che abbiamo o no una madre e un padre, la nostra indole non va trascurata...ci sono ottimi genitori con figli snaturati e figli costretti a fare da genitori ai propri...ci sono figli della vita come te...che conservando questo bagaglio genetico danno la vita e tu lo hai fatto per tre volte...anche io sono trilly in questa sconfinata rete...scusa se mi sono intromessa..un saluto

Trilli ha detto...

@trilly puoi intrometterti tutte le volte che vuoi... mi ha fatto molto piacere che tu sia passata a trovarmi e ti auguro in bocca al lupo per il tuo nuovo inizio domani!

Trillydall'origami ha detto...

grazie cara omonima :D crepi il lupo!...mi intrometterò molto volentieri...e quando vuoi fallo anche tu... a presto...

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